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quinta-feira, 27 de dezembro de 2007

 
I segreti (VII)



Virtù della parola e confutazione della magia

Vediamo infatti che attraverso tali vie aperte dal cuore e dall'interno vengon fatte respirazioni, apertura di bocca, e molte effusioni di fiato e di calore, che talvolta nuocciono quando provengono da un corpo malato, di mala costituzione, e giovano e beneficano quando sono prodotte da un corpo puro, sano e di buona costituzione. E perciò similmente alcune grandi operazioni naturali possono avvenire nella articolazione ed effusione delle parole, quando vi sia anche l'intenzione e il desiderio di operare. Onde non a torto si dice che la viva voce ha grande virtù, non perchè abbia quella virtù che i cultori della magia vorrebbero far credere, nè perchè possa così produrre e alterare (come essi ritengono), ma secondo ciò che la natura stessa ha disposto. Occorre quindi usar molta cautela in queste cose. Facilmente l'uomo può errare e molti errano nell'uno e nell'altro senso, poichè alcuni negano ogni facoltà, altri esagerano e inclinano alla magia. Bisogna dunque guardarsi dai libri che contengono formule, incantesimi, preghiere, scongiuri e sacrifici e altre cose di questo genero, perchè sono puramente magici, come il libro degli uffici degli spiriti, della morte dell'anima, dell'arte notoria e infiniti simili a questi, che non contengono la facoltà nè della natura nè dell'arte, ma soltanto le imposture dei maghi. Bisogna inoltre tener presente che molti libri ritenuti magici non sono tali, ma contengono invece la dignità della sapienza. L'esperienza di qualsiasi dotto insegnerà quali siano sospetti e quali non lo siano. Infatti, se qualcuno in uno di questi libri trovi esposta un'opera della natura o dell'arte, accolga il libro, altrimenti lo respinga come sospetto e come indegno, e come illecito a un sapiente, poichè è proprio di chi si occupa di magia trattare il necessario come il superfluo. Isaac a ragione dice nel libro delle Febbri che l'anima razionale non è impedita nel suo agire se non è trattenuta dall'ignoranza. E Aristotele insegna nel libro dei Segreti che un intelletto sano e buono può tutte le cose che sono necessarie all'uomo, contribuendo però la virtù divina. E nel terzo libro delle Meteore dice che non vi è alcuna facoltà se non per mezzo di Dio. E alla fine dell'Etica dice che non vi è alcuna virtù nè morale nè naturale senza influenza divina. Perciò, quando parliamo della potenza degli agenti particolari, non escludiamo il potere direttivo dell'agente universale e della causa prima. Infatti ogni causa prima influisce più sull'oggetto causato che la causa seconda, come dice la prima proposizione delle cause.


Frate Roger Bacon in I Segreti dell'Arte e della Natura e Confutazione della Magia, Capitolo III, Edizione di 1622.



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